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21 Ottobre, 2025

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Sport italiani, cambio di passo: il calcio resta leader, il tennis guadagna terreno

Un’immagine che cambia la conversazione

Per anni il calcio è stato l’epicentro mediatico dei grandi eventi sportivi. Eppure gli ultimi cicli televisivi dimostrano come da quando un atleta italiano frequenta con regolarità le finali dei tornei del Grande Slam, la curva d’attenzione per il tennis si è alzata in modo visibile. La fotografia più chiara è Wimbledon 2025: 5,67 milioni di media, 7,6 milioni di picco. Nella stessa stagione, la partita di Serie A più vista — Juventus–Milan — si è fermata a 2,1 milioni.

Non è un episodio estemporaneo: con un italiano in finale Slam — soprattutto in chiaro — il tennis raggiunge livelli d’ascolto spesso comparabili o superiori ai big match di Serie A.

Cosa seguono gli italiani (e perché conta ancora)

Il nostro Osservatorio Sport — tramite il quale abbiamo somministrato un questionario a 1.200 rispondenti rappresentativi della popolazione italiana — restituisce un quadro netto: il calcio resta lo sport principale, seguito da quasi un italiano su due. Subito dietro si collocano tennis (31%) e Formula 1 (29%). Non solo: l’88% degli italiani identifica il calcio come lo sport più popolare, e il 70% lo considera quello che meglio rappresenta l’italianità. 
Questa doppia ancora — popolarità e simbolismo nazionale — spiega perché il calcio continui a fare da riferimento emotivo. Ma qui entra in gioco un fattore spesso trascurato: la reputazione.

Le crepe del calcio: non solo una questione di tifo

La grande popolarità del calcio porta con sé anche un rovescio della medaglia:  il 48% degli italiani individua il calcio come lo sport più “volgare”. È una percezione che nasce da linguaggi mediatici e social spesso oltre le righe e da comportamenti che travalicano i confini del gioco. La sofferenza è più evidente tra gli under 35, meno interessati al calcio e più critici verso i suoi protagonisti.

La reputazione orienta attenzione, fiducia e identificazione. Se si incrina la relazione con i più giovani, il primato rischia di trasformarsi in abitudine più che in convincimento, che come tutte le abitudini si può consumare al cambiamento del contesto

Il tennis: coerenza di immagine e un simbolo che trascina

Il tennis si muove su un registro diverso. Pur rimanendo meno seguito del calcio, gode di un’immagine coerente e disciplinata: il 21% lo considera lo sport più corretto (subito dopo il rugby) e tra gli under 35 questa percezione sale al primo posto. A rafforzare il quadro c’è un ambasciatore credibile: Jannik Sinner, indicato spontaneamente come sportivo italiano preferito dal 54% di chi ha citato almeno un atleta in attività, con oltre 50 punti di distacco su Kimi Antonelli (secondo). La reputazione di Sinner non è stata intaccata dalle discussioni sulla Coppa Davis; Sinner ha una reputazione positiva per il 69% degli italiani, e l’82% dichiara che la sua decisione non ne ha cambiato l’opinione.

Questa combinazione — codici chiari + figura riconoscibile — rende il tennis accessibile senza snaturarsi. Resta un’aura elitaria (condivisa con la Formula 1) che può limitarne la scalabilità; ma oggi, proprio grazie a simboli credibili, lo sport parla a pubblici più ampi con un racconto consistente.

Eventi preferiti: la classifica

Quando si chiede agli italiani quale grande evento sportivo preferiscono, emerge una gerarchia che conferma il quadro generale ma introduce sfumature interessanti.

Ecco la classifica complessiva (totale campione)

Calcio leader, tennis in crescita: classifica eventi preferiti in Italia (Mondiali 23%, Serie A 12%, F1 8%, Slam 7%). Osservatorio sport

Al netto delle Olimpiadi, gli eventi preferiti sono quelli legati al calcio, a conferma della sua centralità. Insieme alla Formula 1, i tornei del Grande Slam crescono e si avvicinano alla Serie A, ampliando l’offerta oltre il perimetro calcistico.

Il baricentro che cambia

I dati non parlano di un sorpasso definitivo, ma di un baricentro che si sposta. Il calcio continua a guidare per scala e identità nazionale, però paga un debito reputazionale che ne incrina l’appeal presso i più giovani. Il tennis, al contrario, cresce perché coniuga risultati e coerenza di immagine, sostenuto da simboli credibili.

Nel quadro degli eventi preferiti, Mondiali e Olimpiadi restano i fari, mentre gli Slam consolidano il loro spazio. Oggi l’attenzione si conquista con credibilità, non solo con la tradizione, mostrando una immagine definita veicolata da simboli coerenti.