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9 Ottobre, 2025
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Dialetti italiani: dal “rischio estinzione” alla rinascita culturale
Secondo l’Alliance for Linguistic Diversity, tra le lingue a rischio compaiono anche undici dialetti italiani — tra cui piemontese, romagnolo e friulano. La causa è duplice: calo dei parlanti e scarsa trasmissione intergenerazionale.
Quando un dialetto resta confinato nel privato (fuori da scuola, media e lavoro), la catena familiare che lo tramanda tende a spezzarsi. Per decenni molti dialetti sono stati bollati come un intralcio all’apprendimento dell’italiano standard. Questa reputazione negativa ha inciso sull’uso quotidiano e, soprattutto, sulla trasmissione ai più giovani. Oggi però la fotografia è più sfumata: accanto a questi segnali di vulnerabilità, si vede una nuova spinta al recupero, trainata da cambiamenti culturali e da una percezione pubblica in netto miglioramento.
La svolta nella percezione: i numeri
La nostra indagine quantitativa condotta su un campione di 1.200 persone mostra un cambio netto di reputazione:
- 89%: riconosce l’importanza dei dialetti nella cultura italiana;
- 67%: vorrebbe recuperarli nelle conversazioni di tutti i giorni;
- oltre metà: sarebbe favorevole a introdurre il dialetto a scuola.
In breve: da “ostacolo” a risorsa identitaria.
La spinta della cultura pop (e il ponte tra generazioni)
La recente produzione di contenuti per un pubblico giovane ha rimesso i dialetti al centro della scena: serie TV come Mare Fuori e Strappare Lungo i Bordi e la musica (si pensi al successo, anche fuori dalla Campania, di Geolier e Liberato). Non stupisce, quindi, che il 79% degli italiani veda il dialetto come ponte tra generazioni: non più reliquia, ma linguaggio vivo che crea relazione.
Preferenze e polarizzazioni: non tutti i dialetti piacciono allo stesso modo
Dall’indagine emergono gusti diversi ma un quadro coerente:
- I più amati: romano e napoletano; a seguire i dialetti toscani e il siciliano.
- Più “trasversali” per area: romano e dialetti toscani.
- Meno apprezzati: calabrese e milanese; il napoletano risulta il più polarizzante.
Le differenze territoriali affinano il quadro:
- nel Nord Ovest il calabrese riceve i riscontri più deboli;
- nel Nord Est è il napoletano a incontrare maggiore resistenza;
- tra Centro e Sud il milanese scivola nelle ultime posizioni.
Cosa significa questa rinascita
Al di là delle preferenze, il segnale è chiaro: i dialetti stanno vivendo un momento reputazionale molto positivo. Il recupero non è nostalgia: è riconoscimento di un valore culturale capace di raccontare l’Italia nella pluralità delle sue voci e di rimettere in dialogo le generazioni.
In conclusione: dall’allarme sul rischio di estinzione alla voglia di recupero, l’onda è cambiata. Se negli anni scorsi a prevalere era la ritrazione, oggi cresce una sensibilità nuova verso ciò che i dialetti possono ancora dire al Paese.




